Al parco ornitologico della Langue de Barbarie il Senegal ci regala una splendida giornata di sole, una di quelle che, mentre solchi il fiume con la barchetta di legno, ti fanno chiudere gli occhi, tirare la testa indietro e offrire il volto al cielo, perché ti possa baciare, perché ti possa riempire di quella sensazione… [Continua a leggere...]
Se nel XIX secolo ad un cittadino francese capitava in sorte, per scelta o per obblighi lavorativi, il trasferimento nelle Colonie Africane, il posto da tutti più agognato era Saint Louis, nel nord dell’attuale Senegal. Qui c’era il meglio della borghesia francese espatriata, qui c’erano begli edifici e un clima di allegria che regnava tutto… [Continua a leggere...]
Ci arriviamo in una giornata di pioggia nella stagione umida, già messi in guardia: probabilmente non vedrete niente. E infatti, da lontano, Retba sembrava un lago qualsiasi. Ci avviciniamo con una jeep 4×4, arrancando sulle dune che circondano le sponde. E da vicino: eccolo, il lago rosa, Le Lac Rose! Un litro d’acqua qui ha… [Continua a leggere...]
A stare lì, stretti in quelle piccole stanze senza finestre piene di umidità, sembra ancora di sentire l’odore del marcio e della malattia. Gli schiavi ci stavano solo pochi giorni in queste prigioni, in attesa di essere imbarcati per l’America in stive ancora più putride. A qualcuno toccava invece aspettare di più, ingrassato con fagioli… [Continua a leggere...]
Il Monumento alla Renaissance Africaine svetta altissimo sopra la povertà di tutto il Senegal. Costato uno sproposito, costruito da una società coreana con soldi pubblici ricavati dalla vendita di terreni dello stato, è oggi la più grande scultura di bronzo dell’Africa, più grande di qualsiasi altra in Europa o in America, seconda solo ad alcune opere… [Continua a leggere...]
Arriviamo all’ora di pranzo e ci sistemiamo subito al Bar Bozo, un piccolo ristorante costruito in alto, all’estremità del porto. Ordiniamo del pesce capitaine alla griglia e passa più di un’ora prima di rivederlo fumante nei nostri piatti: sono andati a comprarlo direttamente al mercato per darcelo il più fresco possibile. L’attesa però non è… [Continua a leggere...]
Immaginate una scarpata lunga 150 chilometri abitata sotto sopra e lungo il cliff da una popolazione animista con un sistema cosmologico tra i più complessi e particolari di tutta l’Africa, immaginate ottimi artigiani, eccellenti muratori di fango, immaginate nugoli di bambini sorridenti e piccole coltivazioni ricavate in ogni angolo di terreno disponibile, uniteci un paesaggio… [Continua a leggere...]
Remota, inaccessibile, lontana, misteriosa. Timbuctu è nel mio immaginario da molto tempo prima di incontrarla, è il luogo che credevo più inarrivabile, uno dei posti dove che non avrei mai visitato. Ero bambino e Timbuctu era la città dove rischiavano di finire gli Aristogatti, da adolescente era meta di esploratori e serbatoio di cultura, crescendo… [Continua a leggere...]
settembre 28, 2011
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