Il grande porto di Mopti

Posted on 12 settembre 2011

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Arriviamo all’ora di pranzo e ci sistemiamo subito al Bar Bozo, un piccolo ristorante costruito in alto, all’estremità del porto. Ordiniamo del pesce capitaine alla griglia e passa più di un’ora prima di rivederlo fumante nei nostri piatti: sono andati a comprarlo direttamente al mercato per darcelo il più fresco possibile.

L’attesa però non è certo noiosa. Sotto di noi c’è il caos, il caos del lavoro, della compravendita, il caos della vita.  Il porto è un brulicare continuo di merci, persone, piroghe e pinasse: gente che carica, altri che scaricano, venditori di medicine e di buste di plastica, animali in gabbia e liberi, frutta, verdura ma soprattutto l’onnipresente pesce affumicato. Economico e nutriente, facile da conservare a lungo, il pesce affumicato è alla base della cucina povera del Mali. Si tratta per lo più di pesce d’acqua dolce che viene fatto seccare al sole e affumicato lungo le sponde del Niger o del Bani utilizzando per lo più sterco di vacca. In seguito i pesci vengono inscatolati in cartoni e portati a Mopti dove nel grande mercato si cercherà di spuntare il prezzo migliore.  Dietro al ristorante ci fermiamo in una fabbrica artigianale di piroghe gestito dall’etnia Bozo: con una precisione millimetrica qui sono scolpite e costruite le piroghe di legno che popolano tutto il fiume, un lavoro certosino per queste automobili del Niger, fondamentali per tutta la gente di qui.  Lungo le sponde aspettano destinazione anche le lastre di sale, portate qui dalle miniere del deserto dai tuareg, e decine di persone in attesa di una pinassa che lasci il porto in direzione di Timbuctu o di Bamako. Con una piroga facciamo un giro sul fiume, la barca è molto piccola e stretta e si muove traballando spinta da un lungo bastone manovrato da un giovanissimo barcaiolo. E’ l’ora del tramonto, ma il sole è opaco e bianco, come sempre qui in Africa in questa stagione. La calma del fiume contrasta con la vitalità della città e il silenzio che si gode nel punto dove il Bani e il Niger confluiscono in un solo fiume è veramente unico a Mopti, la città del caos.

Alcuni pescatori stanno tirando a riva le reti che hanno lasciato sul letto del fiume tutto il giorno: da quel gesto faticoso e lento dipenderà la loro giornata di domani e, più in generale, la loro vita. Se il fiume sarà generoso ci sarà lavoro per tutti, in caso contrario bisognerà fare fatica e lavorare di più il giorno dopo. Per fortuna che da queste parti le grandi acque non lasciano quasi mai affamati i pescatori, e anche se così fosse i maliani saprebbero come affrontare tutto con lo stesso sorriso che hanno sempre, il sorriso di chi ha capito (o si illude di aver capito) quali sono le cose importanti nella vita.

Altre tappe del viaggio in Africa

In Senegal: DakarIsle de GoreeLago RosaSaint LouisLangue de BarbarieToubaJoal Fadiouth.

In Gambia: Banjul e Juffureh.

In Mali: BamakoDjenneTimbuktuSegouPays DogonMopti.

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Posted in: Mali, Mopti, Racconto, Viaggi