La mia valigia per il tuo viaggio

Posted on 10 dicembre 2012

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Arrampicato su una sedia di paglia, recupero dal soppalco la valigia. Scelgo la più grande che ho, la sistemo sul pavimento della camera, perché la tua mamma non vuole che l’appoggi sul letto, e inizio a prepararti l’occorrente per il viaggio più emozionante che mai farai: quello della tua vita.

Per prima cosa ci infilo la curiosità, in abbondanza, grazie a cui, ne sono certo, farai le scoperte più emozionanti. La curiosità di scoprire cose nuove, incontrare nuove persone, imparare un nuovo termine, un nuovo gioco, assaporare un odore mai sentito e che mai più sentirai, un cibo inconsueto o un’emozione forte.  La curiosità ti permetterà di non fermarti alla prima cosa, a quella più ovvia: ti spingerà a guardare un po’ oltre per scoprire che ad una domanda precisa non corrisponde una e una sola risposta giusta, ma ogni persona e ogni situazione ha una soluzione originale, sempre diversa.

Purtroppo la curiosità si porta con sé un po’ d’inquietudine, chi non si accontenta di quello che già conosce non è sempre sereno. Con il tempo però si impara a conviverci e a renderla un punto di forza: stai attento però che non si trasformi in insoddisfazione, in questo caso ne saresti sopraffatto e, con il tempo, diventeresti infelice. Per combattere l’insoddisfazione ti metto in valigia un po’ di spensieratezza, che ti aiuti ad affrontare le situazioni con leggerezza e distacco, fanne un uso giusto e moderato.

Ecco una cosa fondamentale, forse la più importante, che non può mancare nella tua valigia e nella tua vita: la felicità. Purtroppo io te ne posso mettere poca, per il resto ci dovrai pensare tu, giorno dopo giorno, scegliendo la strada dove condurre la tua esistenza. Io ci ho messo un po’ a capire che essere sereni non bastava, che serviva qualcosa di più per Vivere. In questo mi ha aiutato la mamma che mi ha insegnato a gustarmi ogni momento, ad apprezzare il meglio di ogni situazione. Anche questo mi piacerebbe metterlo nella tua valigia: la vita ti porterà ad affrontare tante cose, qualcuna anche spiacevole o spiacevolissima, tu cerca di recuperare un sorriso in ogni situazione, trovando il tuo posto, senza farti troppe domande all’inizio, lasciando da parte, appunto, l’inquietudine e facendo spazio alla curiosità. Vedrai che, lentamente, ogni nuovo ostacolo si trasformerà in un trampolino e la vita ne acquisterà forza e vigore.

Ricordati di ridere, ridere sempre. E’ una cosa semplice, ma in tanti non lo sanno fare. Forse credono di farlo, ma si prendono troppo sul serio. Impara a conoscere i tuoi limiti, a capire in fretta che non puoi cambiare il mondo, che non c’è bisogno di te sulla terra e che i tuoi gesti, le tue azioni, e tue scelte e i tuoi errori sono importanti, ma non sono dogmatici. Di risate ti imbottisco la valigia. Te ne metto in ogni scomparto così che, anche se dovessi finirle, ti basterà cercare in una delle tasche laterali per scoprirne ancora un po’ e lasciarti contagiare.

Uno spazio importante, forse il più importante, lo lascio all’amore. Io ci riempio la valigia, tu riempitene la vita. Amore per te stesso, amore per quello che fai, amore per la tua famiglia, per i tuoi amici, per la persona che amerai e per i figli che avrai un giorno. Amando non sbagli mai, e in più l’amore ti aiuta ad essere felice. Io credo moltissimo nell’amore, anche se spesso non lo dimostro a chi amo, per presunzione o paura. Spero che tu in questo sia migliore di me e non abbia paura di far vedere quanto hai da dare e da prendere dagli altri. Io ti prometto che mi impegnerò, per darti il buon esempio, e cercherò di migliorare giorno dopo giorno.

Comunica, parla, ascolta, interagisci con le persone che incontrerai nella tua vita, fallo senza paura. Da loro puoi solo prendere e crescere e migliorare. Impara a comunicare con gli altri, la vita è vissuta realmente solo se è condivisa con le altre persone, quelle che ami e che ti amano, ma anche quelle che incontri ogni giorno: i colleghi, gli amici, i conoscenti, i passanti. Gli asceti, i monaci di clausura, i solitari, quelli chiusi in sé stessi che passano le giornate a guardarsi l’ombelico, convinti che gli altri siano “troppo poco” per loro, perdono il loro tempo. E il tempo, te ne accorgerai presto, se ne va via sempre più velocemente e di vita ne abbiamo una, con una scadenza, e dobbiamo trattare ogni suo giorno come la cosa più preziosa.

Nella zip davanti ci metto un po’ di sogni, non perché debbano rimanere chiusi lì, ma proprio perché tu li possa avere sempre a portata di mano. Trasforma i tuoi sogni in progetti e i progetti in realtà: niente ti renderà più felice. Cerca però sempre di tenere in quella tasca qualche sogno e qualche progetto, se ne rimanessi sprovvisto ti mancherebbero. In valigia ci infilo anche un po’ di ambizione: credi in te stesso, solo così potranno crederci anche gli altri. Impegnati al massimo per ottenere quello che credi di meritare, nel lavoro, nella vita, e cerca di raggiungere i tuoi obiettivi; se non dovessi farcela però non disperare, forse non era il momento, forse l’obiettivo era sbagliato: mantieni i piedi per terra e mettiti in discussione sempre e vedrai che la strada giusta, come per magia, si manifesterà davanti a te.

Infine, nello spazio che resta, infilo in valigia il Mondo. Tutto quanto, rotondo, intero, con la sua gente e i suoi mari, i suoi odori e i suoi difetti. Percorrilo il più possibile, ogni vicolo, ogni strada, ogni oceano: stringi le mani, impara le lingue, accarezza, piangi, respira. Non avere paura di quello che non conosci, se lo affronti con il cuore aperto, con onestà verso te stesso e verso il prossimo, non può farti male. E ogni cosa inaspettata ti sorprenderà e ti regalerà forse un po’ di paura che poi però saprai trasformare in sorriso: un temporale in una giornata di sole, un rimprovero in una lingua che non conosci, un rumore strano tra le foglie.

E se un giorno ti troverai a soffrire per colpa di una malattia, della morte di una persona cara, per una sconfitta: piangi, piangi forte. Il pianto è il segno di un’emozione e le emozioni sono Vita. Di lacrime ti inondo la valigia, occupando ogni spazio rimasto libero. Non vergognarti di piangere anche davanti agli altri, questo non ti renderà più debole ai loro occhi; se invece preferisci fallo da solo, camminando per strada o chiuso in una stanza, fallo ad alta voce, finché la testa non fa male, fino a che di lacrime non ce n’è più. Poi calmati e pensa alle cose belle che hai, alle persone che ami e che ti amano, al Mondo che ti resta da conoscere e da abbracciare. E cerca, promettimelo, di fare un sorriso. Poi se vuoi ricomincia a piangere, ricordati però che alla fine deve sempre vincere il sorriso, lascia a  lui l’ultima parola, come l’arcobaleno prevale sempre sul temporale.

Chiudo la valigia, sicuro di aver dimenticato qualcosa. Tanto sono certo che sarai in grado di recuperare da solo tutto quello che mi sono dimenticato io.

Parti tranquillo, figlio mio: all’inizio ti sorreggerò, poi ti consiglierò, poi ti starò accanto, poi ti seguirò fino a lasciarti andare per la tua strada da solo. Anche quando sarai lontanissimo, anche quando a tuo papà non ci penserai più, quando avrai fatto la tua famiglia e avrai i tuoi figli e la tua vita, saprai sempre dove trovarmi e, se avrai bisogno, non dovrai nemmeno chiedermelo.

Buon viaggio e buona vita

 

Il tuo papà.

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Posted in: Roma, Viaggi, Vita